CITTA’ VUOTA

Jerome allungò il bicchiere verso Mort, che improvvisava una variazione melodica, a testa bassa, e sembrava non essere li. Allora posò il cristallo sul legno laccato, lentamente, per non smorzare le vibrazioni che si liberavano dalla cordiera. Mort sollevò le dita dalla tastiera, incrociò lo sguardo liquido di Jerome, afferrò lo scotch tintinnante e accennò a un brindisi. Mancava qualcosa all’aria londinese. Forse mancava semplicemente l’aria di Brooklyn. Me la immagino così …

http://www.magazzininesistenti.it/mina-citta-vuota-1963-di-francesco-picca/

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