LE HAVRE (traduction)

J’ai toujours cru que la marée était un exercice physique. Une extension lente et, ensuite, un retrait rapide. Un caprice volumétrique d’eau et de la vie qui y est dissoute.
Au lieu de cela, j’ai découvert son expansion temporelle. La marée est un artifice qui multiplie les minutes. C’est une aide liquide pour les naufragés de la terre. Continua a leggere “LE HAVRE (traduction)”

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PIAN DELLA TORTILLA

C’è una scena ricorrente nei film d’azione: quando, il missile che ti sparano contro, ti manca di poco e ti apre un inaspettato varco, una via di fuga. Le mie vacanze estive incastonate tra la prima e la seconda liceo furono oltraggiate dall’occhialuto professore di italiano che ci assegnò un compito tanto inaspettato quanto poco gradito: leggere un romanzo e riassumerne la trama. Ecco, ebbi la sensazione che la mia estate si fosse infilata in un vicolo cieco. Continua a leggere “PIAN DELLA TORTILLA”

RYAKI

La mia memoria di quasi-cinquantenne è in gran parte modulata sui toni grigi del bianco/nero. Le tribune politiche tra Berlinguer e Almirante, la sagoma di Moro nel cofano della Renault, la devastazione nella Banca Nazionale dell’Agricoltura. E poi Beirut. E l’Irpinia. Una parvenza di colore ha riguardato gli anni ’80 e le tinte euforiche di una ripresa effimera che ha stordito più che risvegliato.  Continua a leggere “RYAKI”