L’ODEUR DU SEL

J’ai découvert l’odeur du sel. J’ai réussi à la distinguer de celles du caoutchouc, de la sueur et de l’urine. Alors que notre bateau à moteur approchait, j’ai essayé de compter les yeux et les mains pour avoir une idée de leur nombre. J’ai seulement perçu une masse incommensurable. Un seul corps souffrant. Un corps de femme. Une jeune femme. Continua a leggere “L’ODEUR DU SEL”

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CHIAVE 21

Penso di aver sentito i mie soldi arrivare a terra, e tintinnare, rimbalzando qua e la.
Le monete, quelle che avevo nel taschino della giacca. Le ho sentite, mentre sfilavano davanti alla mia faccia. Le ho sentite smuovere appena l’aria. Quest’aria immobile d’agosto.
Prima delle monete, però, ho sentito la mia chiave. La mia 21. L’ho mollata quasi subito. L’ho mollata. Mi ha urtato appena la spalla ed è andata giù, veloce e silenziosa.
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PIAN DELLA TORTILLA

C’è una scena ricorrente nei film d’azione: quando, il missile che ti sparano contro, ti manca di poco e ti apre un inaspettato varco, una via di fuga. Le mie vacanze estive incastonate tra la prima e la seconda liceo furono oltraggiate dall’occhialuto professore di italiano che ci assegnò un compito tanto inaspettato quanto poco gradito: leggere un romanzo e riassumerne la trama. Ecco, ebbi la sensazione che la mia estate si fosse infilata in un vicolo cieco. Continua a leggere “PIAN DELLA TORTILLA”

RYAKI

La mia memoria di quasi-cinquantenne è in gran parte modulata sui toni grigi del bianco/nero. Le tribune politiche tra Berlinguer e Almirante, la sagoma di Moro nel cofano della Renault, la devastazione nella Banca Nazionale dell’Agricoltura. E poi Beirut. E l’Irpinia. Una parvenza di colore ha riguardato gli anni ’80 e le tinte euforiche di una ripresa effimera che ha stordito più che risvegliato.  Continua a leggere “RYAKI”